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Traduttori tecnici e interpreti certificati – i requisiti di base e quelli aggiuntivi

Landoor può contare su una rete di professionisti certificati a Milano e in tutta Italia. Scopri come si diventa un traduttore o un interprete certificato.

Nel mercato dei servizi linguistici emerge sempre più spesso la richiesta di traduttori tecnici in possesso di certificazioni, in special modo nei bandi emessi da importanti aziende per progetti molto voluminosi (oppure per progetti che richiedono servizi di interpretariato).

Ma quali sono i criteri per potersi fregiare della dicitura “certificato” sul proprio curriculum?

 

Traduttori certificati: il diploma di laurea da cui partire

La strada per diventare traduttori certificati quasi sempre inizia con il conseguimento di uno tra i seguenti titoli di studio:

–   Diploma di laurea magistrale o laurea quadriennale del vecchio ordinamento in ambito linguistico (lingue e letterature straniere, traduzione e/o interpretazione, mediazione linguistica) – oppure titolo di studio equivalente conseguito all’estero e riconosciuto in Italia dall’ente istituzionale competente, il CIMEA).

–   Diploma di laurea triennale in ambito linguistico (ivi compresi i diplomi ex SSIT) (o titolo estero equivalente, se riconosciuto in Italia dal CIMEA).

Al di fuori dell’ambito universitario, le associazioni di categoria possono accettare da parte degli aspiranti soci anche un diploma di laurea magistrale o del vecchio ordinamento o triennale in specialità non linguistiche (conseguita nel nostro Paese oppure titolo estero riconosciuto in Italia), a condizione che sia corredato da un curriculum che certifichi la competenza linguistica congrua per la professione di traduttore/interprete acquisita con un certo numero di anni di esperienza sul campo.

 

Traduttori certificati: altre certificazioni importanti

Per aumentare il proprio potenziale campo di azione e presentarsi ai committenti con un curriculum studiorum più convincente, è opportuno aggiungere alle qualifiche di base altre credenziali di rilievo a garanzia della propria professionalità. Tra queste rientrano sicuramente le seguenti:

1. Iscrizione al ruolo Periti ed Esperti della Camera di Commercio nella categoria Traduttori/Interpreti.
Seguite il link per trovare tutte le informazioni in merito.

2. Iscrizioni negli elenchi ufficiali di importanti associazioni di categoria italiane o estere.
Tale riconoscimento (che di solito coincide con l’ammissione a titolo di socio ordinario) quasi sempre viene ottenuta previa presentazione di titoli di studio e requisiti di formazione, con il superamento di esami di idoneità che simulano un reale contesto lavorativo di livello avanzato e il comprovato avvenuto svolgimento di un nutrito numero di lavori di traduzione o giornate di interpretariato nel corso di un anno o un certo numero di vacazioni nel caso di traduttori/interpreti di Tribunale. Le più importanti sigle a cui fare riferimento per chi opera in ambito italiano nelle lingue più diffuse sono:

AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti

ANITI – Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti

ATA – American Translators Association (USA)

CIOL (ex IOL) – Chartered Institute of Linguists (Regno Unito)

ITI – Institute of Translation & Interpreting (Regno Unito)

ASETRAD – Asociación Española de Traductores, Correctores e Intérpretes (Spagna)

SFT – Société française des traducteurs (Francia)

BDÜ – Berufsverband professioneller Dolmetscher und Übersetzer in Deutschland (Germania)

 

3. Certificazione secondo la norma UNI 11591:2015, che definisce e accerta i requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure professionali operanti in 8 campi specialistici:

Interprete di conferenza

Interprete in ambito giuridico-giudiziario

Interprete in ambito sociosanitario

Interprete in ambito commerciale

Traduttore tecnico-scientifico

Adattatore-dialoghista

Traduttore giuridico-giudiziario

Localizzatore

La certificazione si ottiene mediante un esame formato da tre parti che si svolge presso l’unico ente di certificazione accreditato, AITI. Consiste in una prova di traduzione/interpretazione nella combinazione linguistica desiderata, un questionario di domande a risposta chiusa finalizzato alla valutazione delle conoscenze rispetto ai compiti comuni identificati nella norma UNI 11591:2015 e un colloquio finalizzato alla valutazione degli ambiti relazionali e professionali dei rispettivi punti della norma stessa.

 

Certificazione per lavorare come traduttore giurato

Per lavorare come traduttori giurati, è invece indispensabile l’Iscrizione all’albo dei Consulenti Tecnici d’ufficio (CTU) del tribunale della città. Su questa pagina dell’associazione ATI si trovano tutti i chiarimenti necessari su come ottenere l’ammissione.

 

Certificazioni linguistiche rilasciate da Ente certificatore ufficiale

Finora abbiamo parlato di qualifiche avanzate per la professione di traduttore e interprete. Nei bandi di concorso sono però spesso incluse anche specifiche richieste di attestazione della competenza del candidato nella conoscenza approfondita della lingua straniera (a prescindere dalle sue capacità traduttive).

Nel contesto di un’Europa sempre più integrata, la certificazione dei livelli di competenza in lingua straniera è descritta nel CEFR (Common European Framework of Reference for Languages / Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue). Le certificazioni rilasciate dagli enti ufficiali attestano in modo trasparente e condiviso nell’Unione Europea le effettive competenze linguistico-comunicative di un/a candidato/a mediante sei livelli (A1, A2, B1, B2, C1, C2), di cui tre livelli intermedi (A2+, B1+, B2+).

Per la traduzione tecnica professionale la competenza linguistico-comunicativa richiesta è solitamente la più alta, quella di livello C1 o C2, descritti rispettivamente come “Livello avanzato o di efficienza autonoma” e “Livello di padronanza della lingua in situazioni complesse”. Si noti che il possesso dei titoli di laurea in ambito linguistico sopra citati sono ritenuti generalmente equipollenti al livello C1 o C2, anche se, di per sé, il diploma di laurea non costituisce una certificazione.

Come si ottiene la certificazione ai livelli C1 e C2 del CEFR? Ogni nazione ha designato un ente certificatore con sedi in varie città sul territorio nazionale degli altri Paesi. Per organizzare le sessioni di esame talvolta tali enti si appoggiano a strutture scolastiche o universitarie.

Queste sono le istituzioni in Italia dove è possibile conseguire una certificazione per le più diffuse lingue europee: seguendo i link sarà possibile ricavare informazioni utili sulle modalità di iscrizione ai vari esami:

– per l’inglese britannico: British Council (Cambridge English: C1 Advanced o CAE, Cambridge English: C2 Proficiency o CPE)

per il francese: Institut Français (DALF C1, DALF C2)

per il tedesco: Goethe Institut (Goethe-Zertifikat C1, Goethe-Zertifikat C2)

per lo spagnolo: Instituto Cervantes (Certificado DELE, Certificado CIELE)

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