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Le tecnologie digitali a sostegno della cura

Uno studio condotto da Deloitte rivela che una maggiore diffusione della telemedicina avrebbe un impatto significativo nel migliorare la capacità di cura. L’esempio della Germania

Colmare il gap digitale in ambito sanitario investendo in tecnologia è una necessità che non si può più ignorare.

È quanto emerge da un recentissimo studio condotto da Deloitte tra il personale medico di sette Paesi europei, dal titolo “Shaping the future of European healthcare”. Sono stati intervistati 1.781 professionisti tra medici di base, specialisti e chirurghi, nonché infermieri a livelli diversi di esperienza. La maggior parte degli intervistati lavora in ospedali privati (47%) e pubblici (43%). L’analisi si concentra in particolare sulla Germania (400 intervistati), che ha affrontato la crisi generata dalla pandemia in maniera più efficiente di altri Paesi in termini di assistenza medica e di capacità ospedaliera. Perché? Un contributo alla riflessione proviene da una recente intervista al Prof. Luciano Gattinoni, secondo il quale i fattori che hanno consentito alla Germania di affrontare la crisi pandemica con grande efficienza non sono legati alla specifica terapia, ma sono di contesto e culturali: 1) rispetto delle regole connaturato al popolo tedesco; 2) tendenza ad anticipare il problema anziché inseguirlo; 3) un’organizzazione sanitaria che si avvale di una comunicazione e un’interazione dirette tra ospedali e medici di base.

Eppure, anche in un contesto efficiente come quello tedesco c’è ancora ampio spazio per potenziare e migliorare le prestazioni del sistema sanitario grazie all’applicazione delle tecnologie digitali. Lo stesso discorso vale per gli altri Paesi europei, a maggior ragione se non possono vantare la stessa efficienza di base del sistema tedesco.

E torniamo all’indagine Deloitte. La pandemia ha agito come un acceleratore della digitalizzazione nel 40% delle strutture sanitarie europee, racconta lo studio, ma i diversi sistemi sanitari nazionali europei faticano a “mettere a sistema” le tecnologie digitali: consulti in video chat, accesso alla cartella clinica digitale ovunque e ricetta elettronica direttamente sul cellulare migliorerebbero l’accesso alla cura del paziente e allevierebbero il carico di lavoro del personale medico.

Telemedicina: una realtà a macchia di leopardo

In Germania, mentre la cartella clinica digitale è utilizzata da tre quarti degli intervistati e ampio impiego trovano altre tecnologie (turni di servizio digitali e applicazioni specifiche per il personale ospedaliero), solo il 30% del personale medico ricorre alla telemedicina. Tuttavia, più del doppio degli intervistati (64%) la considera un vantaggio per la cura del paziente. Ciò dimostra che il potenziale di queste tecnologie non è stato ancora sfruttato appieno. Paesi Bassi, Danimarca e Regno Unito sono già un passo avanti: la telemedicina e la prenotazione di appuntamenti online fanno già parte della vita quotidiana di due terzi degli intervistati, così come le prescrizioni online.

Intelligenza artificiale e realtà virtuale: il traguardo è ancora lontano

Tecnologie come l’intelligenza artificiale (IA) e la realtà virtuale (RV), invece, che sono attualmente oggetto di acceso dibattito, sono utilizzate solo molto sporadicamente in tutta Europa. Nel sistema sanitario tedesco, il 7% del personale medico utilizza l’IA e il 4% la RV. Ciononostante, un terzo degli intervistati ritiene che queste tecnologie possano supportare la cura dei pazienti.

Servono investimenti…

Molti degli intervistati ritengono che ci sia ancora molta strada da fare prima di arrivare a un’organizzazione completamente digitalizzata. Più della metà degli intervistati (54%) stima che serviranno ancora cinque anni, ma molti indicano un orizzonte temporale più probabile di otto o dieci anni (38%).

In Germania si sta attuando un piano di investimenti da quattro miliardi di euro a favore delle strutture ospedaliere, che fungerà probabilmente da acceleratore della digitalizzazione degli ospedali tedeschi.

… ma soprattutto un cambiamento culturale

Lo studio di Deloitte suona quindi come un’allerta per tutti i Paesi europei, non solo per la Germania.

Ma quali fattori ostacolano l’adozione delle tecnologie digitali nel sistema sanitario? Innanzi sono organizzativi, burocratici ed economici. A questo riguardo esistono situazioni differenziate tra i Paesi europei indagati nello studio, ma ciò che emerge con evidenza come comune denominatore è l’ostacolo culturale: il personale medico non è formato e preparato all’adozione del digitale. Il 46% degli intervistati ha ancora bisogno di sostegno (46%) e di informazioni (41%). La formazione è considerata dagli intervistati un punto di partenza fondamentale per avviare la rivoluzione digitale. Per raggiungere questo obiettivo, le tecnologie devono essere maggiormente integrate nella vita lavorativa quotidiana e l’intero personale medico deve essere formato con modalità più stringenti. La formazione, insomma, deve diventare una priorità.

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